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CONFERENZA 30 MAGGIO  2015

CENTRO DI CULTURA PROTESTANTE

Pietro Martire Vermigli

Presidente: Prof. Marco Ricca

Sabato 30 maggio, ore 17:30, alla Libreria Claudiana in Borgo Ognissanti 14R, il Centro Culturale Protestante “P.M.Vermigli” invita alla conferenza dibattito: L’analfabetismo religioso in Italia oggi Modera On. Valdo Spini, Presidente AICI, Associazione Istituzioni Culturali Italiane Intervengono: Paolo Naso Professore di Scienza Politica, La Sapienza, Roma, Don Roberto Breschi, delegato vescovile per l’ecumenismo della Diocesi di Pistoia Presentazione: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». Questo terzo articolo della nostra Carta costituzionale è posto a mo’ di esèrgo alla pagina IX dell’importante e ricchissimo Rapporto sull’analfabetismo religioso in Italia (2014), a cura di Alberto Melloni, ordinario di Storia del cristianesimo nell’Università di Modena e Reggio Emilia. Uno strumento che tematizza e storicizza il tema dell’analfabetismo religioso avvalendosi anche di altre esperienze di studio. «La democrazia vive se c’è un buon livello di cultura diffusa – afferma Tullio De Mauro, linguista e lessicografo, – se questo non c’è, le istituzioni democratiche, pur sempre preferibili ai totalitarismi e ai fascismi, sono forme vuote». Al dramma di un analfabetismo, soprattutto ‘di ritorno’, si aggiunge in Italia quello endemico «religioso». Come scrive il curatore Alberto Melloni, «L’analfabetismo (del) religioso è una piaga non meno grave di quella costituita dall’analfabetismo tout court: i dati internazionali oggi a disposizione spiegano che il problema è quanto mai vasto e diffuso sia in Europa, sia fuori. Il contesto italiano ha delle specificità che vanno conosciute e pensate, per poter fornire all’Unione di cui è parte e al Mare di cui è sponda non soluzioni passapartout che non ci sono, ma un esemplare sforzo di intelligenza». (ma)

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